Pitigliano



Provate a percorrere la strada che collega Manciano a Pitigliano di sera: il buio pesto, dopo varie curve, lascerà posto al vostro stupore. Le case sembrano aver piantato le radici nella roccia di tufo sottostante: le loro fondamenta si confondono con essa, illuminate dalle luci sottostanti.  
Non è difficile capire il motivo che ha portato intere popolazioni a stabilirsi in questa terra: la posizione a strapiombo è difficilmente attaccabile e la cinta muraria l’ha protetta nei secoli.
Pitigliano era già nota all’età del bronzo, fiorì in epoca etrusca e si sviluppò durante il periodo romano; la città oggi viene identificata con “Piccola Gerusalemme”, a ricordo dello stretto rapporto con gli ebrei. La Sinagoga, rivolta ad est, conserva in fondo l’Aron, l’arca Santa, al centro la Tevà (il pulpito), il matroneo per le donne in alto, lampadari e decorazioni dipinte. Sotto la Sinagoga sono stati ritrovati: il Bagno rituale, la macelleria, la cantina kasher e il forno degli azzimi. Appena fuori ritroviamo il Cimitero ebraico. Di epoca medicea, invece, è l’acquedotto che convogliava l’acqua dei torrenti verso il centro abitato  e la fontana. La cattedrale, invece, è in stile barocco. 
Curiosando tra le specialità del luogo, dovete assaggiare lo “sfratto”, il tipico dolce natalizio dall’impasto di miele e noci a forma di lungo bastone, che ricorda quando gli ebrei furono cacciati dal Ghetto. Provate anche il “pancrocino”, la tipica bruschetta con l’olio dei frantoi locali; il tutto accompagnato dall’aroma del “Bianco di Pitigliano” conservato in cantine scavate nel tufo, dove il vino si conserva a temperatura costante.
Oltre che sotto il profilo enogastronomico, Pitigliano è conosciuta per gli eventi folkloristici, come la suggestiva Torciata di San Giuseppe. Secondo la tradizione pagana, un fantoccio di canna che rappresenta l’inverno viene bruciato, affinchè la stagione estiva sia propizia.